L’imprevisto Febbre!!!!

L’esperienza mi sta insegnando che ci sono molte cose complicate nella vita di una famiglia. Una fra tutte è la gestione degli imprevisti. Nella routine tutto sommato uno se la cava. Ma quando ti capita l’imprevisto, anche la famiglia più organizzata vacilla ed entra in crisi. Noi comunque non facciamo parte di questa categoria e la crisi l’affrontiamo ogni mattina quando immancabilmente superiamo l’ora X per uscire di casa. Chaque jour!

Questo Lunedì, per iniziare bene la settimana, il fato ci ha voluto omaggiare della carta imprevisto: la febbre. Quando succede, Mamma ed io ci confrontiamo sulle possibili strategie da utilizzare, tirando a sorte per chi deve rimanere a casa, considerando le scadenze e gli impegni di lavoro. Termometro alla mano, cerchiamo di autoconvincerci che 38 non è propriamente febbre e che tutto sommato questi aggeggi digitali non sono sempre affidabili. Cosi proviamo a svegliare Elisabetta per capire come si sente ed emettere il verdetto finale.

Inspiegabilmente i bambini non sono come i genitori; noi con 36,8 siamo praticamente moribondi. Loro invece sono sempre pimpanti, allegri e pronti a giocare; solo roventi come un termosifone. Almeno Elisabetta è cosi. Come se non avesse niente, al risveglio scatta in soggiorno per giocare con il trenino che non vede da ben 8 ore. Tutti in piedi la osserviamo attentamente e provando e riprovando la temperatura, alla fine il termometro si stufa segnando 37,7 che secondo le regole Lussemburghesi NON È FEBBRE. E quindi, il verdetto finale è: creche!

Mamma porta Elisabetta all’asilo, raccomandandosi con le maestre di avvertirci al benché minimo segno di debolezza; ed infatti, nell’esatto momento in cui stiamo per posare il sedere sulla sedia dell’ufficio ci chiamano per informarci che Elisabetta ha 38,5. MANNAGGIA, povera ciccia!!!!!!!!!

Viene visitata dal medico dell’asilo il quale non riscontrando nessun particolare sintomo somministra un po’ di paracetamolo. Ci dicono di aspettare, per vedere come va, visto che Elisabetta sembra giocare tranquilla come se niente fosse. Ma alle 16 la febbre sale alta (39,2) e quindi mi precipito a recuperarla (voi direte, finalmente).

Quando arrivo la trovo praticamente nuda in corridoio, perché le maestre, quando i bambini hanno la febbre, li svestono per far scendere la temperatura. Questa strana tecnica nordica ci lascia ancora un po’ basiti, soprattutto perché vedere tua figlia che gioca in body con gli altri bambini è alquanto strano. Comunque nonostante la temperatura, Elisabetta era tranquilla e serena e come se fosse una giornata qualunque, rientriamo a casa cantando le canzoni dello zecchino d’oro.  Chiamo la nostra dottoressa per farci visitare e fortunatamente ci infila alle 10 del giorno successivo. Purtroppo per lei, è Mamma l’agnello sacrificale che dovrà portare Elisabetta dalla dottoressa. Si perché le ultime visite non erano state semplici: ad Elisabetta non andava a genio di essere ispezionata dalla sconosciuta.

Ma segno che il tempo passa ed Elisabetta cresce,  Mamma ha detto che questa volta è stata bravissima!!!!! Bravissima a parte qualche altro piccolo imprevisto, che secondo la legge di Murphy è il corollario di una settimana iniziata con i fiocchi.

In primis Elisabetta non ne voleva sapere di andare in macchina e quindi Mamma ha dovuto letteralmente trascinarla e legarla al seggiolino, tra grida e pianti come se la stessero torturando. Ma il peggio doveva ancora venire… Mentre erano in sala d’aspetto, una esalazione di gas nervino ha informato Mamma che qualcosa di brutto stava per accadere. Elisabetta aveva prodotto qualcosa di “importante” che richiedeva di essere rimosso prima della visita della dottoressa. Perciò, in sala d’aspetto, con grande nonchalance, ha dovuto cambiarle il pattone, con regalo annesso, prima di iniziare la visita….Storie di vita quotidiana.

E siamo solo a Martedì!

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