Febbre

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Quando mercoledì ho riportato a casa [xyz-ihs snippet=”Elisabetta”] ero preoccupato. Qualcosa di strano ci stava trascinando nell’oblio della tristezza e tutto si riconduceva all’asilo. Una giornata all’insegna delle lacrime: quelle di [xyz-ihs snippet=”Mamma”], la quale crollava all’udire sua figlia, dall’altra parte del capo telefonico, che strillava mentre la maestra cercava di convincerla che andava tutto bene. Quelle di [xyz-ihs snippet=”Elisabetta”] che palesava la sua preferenza a stare a casa con [xyz-ihs snippet=”Papone”] attraverso un insistito sciopero del sonno e della fame, alla creche!

Ma come ho detto a [xyz-ihs snippet=”Mamma”], dobbiamo tenere duro, perché è solo un passaggio necessario per poi farle imparare tante e sempre più cose belle all’asilo dei VIPS. No scusate del LUX.

Mercoledì come d’accordo sono andato alle 15:00 precise a recuperare [xyz-ihs snippet=”Elisabetta”]. In realtà ogni giorno avrei dovuto posticipare di mezz’oretta l’orario, ma visto come stavano andando le cose ho preferito mantenere la giornata ” il più light possibile” per la prigioniera. Al mio arrivo incrocio Aurèlie, la quale stava uscendo dalla stanza. Mi informa che [xyz-ihs snippet=”Elisabetta”] dormiva, perciò decido di aspettare li fuori il suo risveglio. Ero seduto proprio di fronte all’ingresso  della sua classe e per circa quindici minuti ho assistito, uditivamente parlando, al più straziante concerto della mia vita. Credo tutti i fiati del nido, compagni di [xyz-ihs snippet=”Elisabetta”] stessero strillando, senza soluzioni di continuità.

Dopo pochi istanti vedo uscire dalla porta di fianco Roxanne, l’altra maestra di [xyz-ihs snippet=”Elisabetta”], con lei in braccio. Si era appena svegliata e la sua faccia era come quella di una persona rapita dagli alieni: spaesata. Roxanne però ha cercato di dipingermi un quadro più roseo, dicendomi che oggi si era addormentata per venti minuti  e che era stata svegliata perché gli altri stavano piangendo: beh grazie, me ne ero accorto.

IMG_5468Finalmente a casa, ero pronto a risollevarle il morale con una bella merenda e tanti giochi. Ma [xyz-ihs snippet=”Elisabetta”] era stranissima: irriconoscibile. Mogia, triste, senza forze, con i pomelli rosso fuoco. Mi sembrava spenta… e li mi sono preoccupato. Ho giocato tutte le carte: dal biscotto che di solito le dà il sorriso e l’appetito, alla carta degli indistruttilibri. Quei bellissimi libri con CD e tante figure da guardare, mentre si canta in allegria le canzoni dello Zecchino d’Oro. Sfortunatamente l’apatia regnava sovrana.

All’arrivo di [xyz-ihs snippet=”Mamma”] abbiamo provato immediatamente la febbre e udite udite: 38,8 interna. A me non sembrava così calda ma effettivamente i sintomi avvaloravano la diagnosi. Perciò suppostona di tachipirina e nanna!

Bye Bye asilo, almeno per questa settimana.Va beh, da una parte mi dispiace che non si riesca a dare continuità all’inserimento, così che questa tortura finisca in fretta, ma dall’altra sono contento che posso stare ancora un pochino con lei. Anche perché sta per finire la pacchia… tra poco è tempo di rientrare a lavorare!

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