Cycle 1 “Spillschoul” : Day1

Nella nostra famiglia le decisioni vengono quasi sempre prese all’ultimo istante. Di solito sono una completa rivoluzione rispetto a quello che avevamo pensato, condiviso e identificato come ‘la soluzione migliore’. Anche per la scelta della scuola di Elisabetta è stato cosi. Dopo un tira e molla di pro e contro sulle due possibili soluzioni che avevamo identificato, scuola Europea o quella Lussemburghese, al fotofinish abbiamo deciso di abbandonare momentaneamente la prima per provare la seconda avventura. Una scelta dettata dalla speranza di dare ad Elisabetta una maggiore integrazione con il posto in cui vivremo, probabilmente per parecchio tempo, e per vivere di più il quartiere in cui ci installeremo non appena la nostra casa sarà pronta. Convinti e contenti di aver finalmente preso una posizione, siamo partiti in vacanza, lasciandoci alle spalle lo stress che ha generato questa travagliata decisione.

Le vacanze si sa volano ed il 16 Settembre è arrivato. Questo è il giorno dell’inizio della scuola dell’obbligo per Elisabetta.  In Lussemburgo si comincia presto. A 4 anni devi andare a scuola. Non importa quale, che sia pubblica o privata, Inglese, Francese, Europea o Lussemburghese. A quattro anni si comincia. Punto! Non direi che sia un problema anzi…

Ma ieri sera è stata una vigilia piena di pensieri, di dubbi, di ripensamenti, di ansie….

Ignara di cosa l’avrebbe attesa, Elisabetta si è addormentata senza problemi, come una sera qualsiasi. Tanto per lei è normale pensare di andare a scuola…

Mamma ed io invece fingendo di dormire, nel silenzio della notte rotto solo dai mugugni della lavastoviglie , rimuginavamo e ci rigiravamo, logorati dai dubbi e dai ripensamenti.

Che preoccupazione, che ansia da vigilia…

Ore 6:00: la sveglia suona: è ora! Accesso al bagno seguendo l’ordine ed il programma stabilito. Colazione silenziosa nella penombra di un giorno che sta per cominciare…

Ore 6:50: inizio processo di risveglio bambina. Incredibilmente Elisabetta, nonostante l’orario, con il suo sorrisone si presenta al tavolo e ascoltando per l’ennesima volta il Baule volante di coccole sonore colaziona, con il suo bel latte ghiacciato al Nesquik e cereali: indigeribile!

Ore 7:25: preparazione della merenda. Tramezzino cotto e Philadelphia e mirtilli (a parte ovviamente): sglurp!

Ore 7:45: siamo incredibilmente tutti pronti e sulla porta di uscita. Betta sorridente con zainetto di Elsa sulle spalle e due bellissime treccine alla pippicalzelunge seguita da Mamma, Nonna Pat e Papone. Plotone di esecuzione al completo. LOL

Ore 8:00: arriviamo alla nuova scuola. Essendo il primo giorno per tutti, i genitori possono rimanere in classe con i bambini fino alle 9.

All’ingresso, preso dall’agitazione, schiaccio il pulsante del citofono sbagliato. Attendendo che qualcuno ci apra, ho creato una piccola coda di genitori: che figure! Poi una mamma coraggiosa ha provato ad aprire la porta, che incredibilmente era aperta. Doppio LOL.

All’ingresso un signore ci indica qual’ è la nostra classe. Come se fosse il mio primo giorno di scuola, cerco il nome per mettere il sacchetto con tutte le cose che ci avevano chiesto di portare. Ad Elisabetta hanno assegnato un pulcino giallo per contrassegnare i suoi spazi. Siamo troppo contenti … il pulcino è perfetto per lei che ogni tanto chiamiamo Titti!

Mentre mi metto in fila per parlare con la maestra, Elisabetta senza paura parte all’esplorazione di una stanza bellissima e nuovissima, piena di giochi e angoli ricreativi. La classe è spettacolare, con un’intera parete vetrata che si affaccia su un bellissimo parco giochi… WOW!

Mi comincio a rilassare… Parlo con la maestra che mi tranquillizza ancora di più! Forse abbiamo fatto bene… penso. C’è ovviamente quel problemino della lingua, che ancora non conosciamo. Ma la maestra, che tra l’altro parla un pochino di Italiano e ovviamente francese, ci rassicura. Come dirette Elisabetta: tranquillo Papone agitato!

Nella classe c’è anche un bimbo che parla Italiano. Salvi…Dai cavolo, ci sono italiani ovunque, sarebbe stata una una bella sfiga non trovarne nemmeno uno propro questa volta!

Poi mi agito perché vedo Elisabetta con una faccina scura. Le chiedo cosa c’è che non va e lei mi dice: “Papa io vorrei già mangiare la mia merenda”.  AH!  … Beh tesoro, dovreste almeno aspettare di essere arrivati tutti per fare la merenda insieme… le dico.

Insomma… non servo più… ho capito che è tempo che vada a lavorare!

TO BE CONTINUED….

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