ORVAL: birra trappista

Dopo quasi due settimane reclusi in casa, causa influenza, ci siamo concessi il lusso di una gitarella fuoriporta nel vicino Belgio. Le previsioni non erano incoraggianti, ma d’altronde se aspettassimo il bel tempo rischieremmo fare la fine del sottotenente Drogo. Per cui, incuranti della pioggerellina, abbiamo inserito sul nostro navigatore una destinazione ‘’enogastronomica” con annessa visita storica e siamo partiti alla volta di ORVAL.

Per chi non lo sapesse, ORVAL è uno degli 11 monasteri trappisti su 176 al mondo che produce ancora birra, quella dall’omonimo nome, con autorizzazione di marchiarla come “Autentica Birra Trappista”. L’abazia di Notre Dame d’Orval, in cui viene prodotta, si trova a meno di un’ora dai confini Lussemburghesi e udite-udite deve le sue origini ad alcuni frati Benedettini provenienti dalla Calabria.

Per quanto riguarda la birra invece, una leggenda sembra abbia dato origine sia al luogo che al simbolo della stessa. Essa narra che Matilde di Canossa in visita presso questi luoghi, avesse smarrito il suo anello nuziale in un fiume e dopo aver pregato affinché tornasse in possesso dell’anello, una trota apparve sulla superficie dell’acqua con l’anello in bocca. La donna esclamò “Questa è davvero una Valle d’Oro!”, da cui deriverebbe il nome “Orval” (cit).

Con in nonni al seguito e dopo aver fuori-stradato per inaspettate stradine di campagna, siamo arrivati quasi incolumi alla bellissima abazia. Infatti, non abbiamo fatto in tempo a posare il nostro piede sul sacro suolo del luppolo che un “vomitino” della piccola Elisabetta ha battezzato il nostro arrivo. SBLEAHHHH!

Dopo un primo minuto di terrore assoluto e dopo aver ripulito Mamma e il suo cappotto, ci siamo lentamente ripresi e abbiamo finalmente incominciato la nostra visita!

Finita la parte culturale, ci siamo finalmente dedicati a quella degustativa. Con astuzia ed esperienza abbiamo prenotato la sera precedente A l’Ange Gardien, un ristrorante molto carino a pochi passi dall’abazia. Tris di birre con formaggio ORVAL per Nonno Fabry e Papone, Croque monsieur per la Nonna Pat ed Omelette per Mamma. Elisabetta che invece era meglio stesse leggera, boulette tomate e patatine fritte.

Personalmente non sono un grande fan della birra ORVAL, ma la giornata, vomitino a parte è stata un grande successo! La consiglio comunque come gita di piacere, specialmente se accompagnati da un filino di sole! Ma questi sono dettagli…

Un piccolo video della nostra gita….

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