100 attività

Quando fuori piove la giornata in casa è davvero lunga, sia per i bambini che per noi genitori. Ci si sente bloccati in uno spazio che vorremmo migliorare senza peró averne la possibilità perché sopraffatti da quello che i bambini si inventano per attirare la nostra attenzione.

E mentre i pensieri corrono alle mille cose da fare tra cui bucati, pavimenti,  bagni,  spesa,  fatture e se capitasse anche riposare, il tempo scorre inesorabile ed il week end sparisce in un baleno.


Questo sabato era brutto!  Ma per “fortuna” un bel libretto con 100 attività Montessoriane ci é venuto in aiuto ( grazie Paolo&Ale). Personalmente ne ero terrorizzato!!! Soprattutto dall’attività 33, quella preferita di Mamma: il (terribile) travaso.  Era parecchio tempo che lo cogitativa. Ma fino a settimana scorsa non l’aveva proposta perché mancava un pezzo fondamentale per giocarci:  il vassoio.  Secondo le istruzioni il vassoio e’ assolutamente necessario per contenere gli oggetti da travasare:  AH ah ahhhhhhh mi viene da ridere. Sapendo perfettamente cosa stava per capitare ho subito deciso di assumermi la responsabilità della selezione degli oggetti da travasare. Ho preferito i ceci, che seppur dolorosissimi quando pestati a piedi nudi, sono più voluminosi e facilmente individuabili anche se distribuiti uniformemente sulla superficie della casa. Infatti così è successo: dopo qualche istante a travasare con la calma pacifica di una principessa, Elisabetta è stata colpita  da un raptus isterico, causato probabilmente da un mancato centro. Risultato?  Una frullata di ceci per a tutta la sala. Sfortunatamente il vassoio non ha tenuto 🙁

Non posso negare che questo giochino ha impegnato Elisabetta per parecchio tempo. Probabilmente lo stesso che abbiamo passato piegati come le mondine per la  raccolta ceci. By the way, la raccolta non è ancora terminata. Ma per amore dei figli e delle mogli si fa questo ed altro.

Dopo la 33, siamo passati all’attività 41:  “bolle colorate sui vetri”. Per giocarci abbiamo ritagliato da un sacchetto monocromatico blu una serie di fantasiose forme e provato ad applicarle al vetro come descritto dal manuale. Nella spiegazione si suggeriva di usare un vaporizzatore per agevolare l’applicazione delle forme, ma noi non avendolo abbiamo adoperato una banalissima spugna umida. Con grande rammarico il gioco non ha appassionato Elisabetta. Probabilmente la monocromaticità delle forme e la loro scarsa qualità ne ha inficiato il risultato. Ma obiettivamente non eravamo ancora pronti per un gioco cosi avanzato. Specialemente non avevamo i sacchetti colorati. In compenso siamo riusciti a sporcare  ben bene i vetri, con degli aloni cosi professionali che le manate della bambina non si vedono nemmeno.

Per concludere siamo passati al nostro gioco preferito: la pasta di sale. Con questo andiamo sempre  a nozze. Tra una formina, una mattarellata e una mangiatina di pasta  il tempo scorre velocissimo. E non si può negare che piace anche a noi genitori. Ti libera la fantasia. Stasera ad esempio in uno slancio di creatività ho plasmato Pippo Rasta. Il nome in onore del nasone … degno di un papone e dei capelli alla Bob Marley.

Ce ne mancano altre 97 di attività. Ma per questo week end ci siamo divertiti abbastanza!

PS: se siete interessati al libro ecco qui il link!

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