Il mio ultimo giorno

E come ogni storia che si rispetti, anche questa ha avuto una fine. La fiaba del [xyz-ihs snippet=”Papone”] si è conclusa il giorno 29 Febbraio 2016. Era un Lunedì, di quelli vecchio stile. Sveglia all’alba per andare a prendere il treno. Me l’ero quasi dimenticata la sensazione del pendolare. Questa volta però è diverso: è il mio ultimo viaggio verso Milano. Mentre sono in viaggio penso che forse un pochino mi mancherà. Ma è un pensiero che dura pochi secondi e poi svanisce immediatamente.

IMG_5731Prima di entrare in ufficio mi sono fermato qualche secondo a pensare a quante cose sono cambiate da quando ho iniziato tanti anni fa. Ormai entrare in ufficio era come entrare nella porta di un’altra casa. Conoscevo tante persone, sapevo di avere la loro stima. Domani dovrò ricominciare tutto da zero. Penso faccia bene ogni tanto mettersi in discussione. Ma ammetto che fa altrettanto paura.

timbraturaEccoci qui. La mia ultima timbratura: 9:11. In ufficio c’è solo la signora delle pulizie ed uno studente che non ho mai visto. Si vede che manco da un po! Anche i giovani, che di solito arrivano prima del canto del gallo, sono latitanti. Un’altro segno che le cose stanno cambiando. Sulla mia scrivania  tutto è come l’avevo lasciato sei mesi fa. Non mi hanno nemmeno rubato il monitor, segno di rispetto che apprezzo moltissimo.

Piano piano arrivano tutti.  Le emozioni si mischiano vertiginosamente e rendono il tempo ancora più veloce ed incontrollabile. In un amen siamo all’ora di pranzo ed io sono ancora alle prese con lo svuotamento dell’armadio: disastro.

Per l’ultimo pranzo ho scelto il Birrificio Lambrate, simbolo di allegria e buona birra: un ottimo biglietto d’addio. Sembra il tavolo dell’ultima cena. L’attenzione è puntata sul mio futuro, su cosa sarà di me domani: sinceramente non so rispondere!

Ho ricevuto una bellissima T-shirt con una TagCloud come ricordo di questi anni al JOL. Un selezione di tante parole che mi hanno reso protagonista in questa magnifica avventura. Una nuvola speciale, di quelle che guardi a bocca aperta mentre sei sdraiato sul prato e fantastichi mentre ti passa velocemente sopra il naso.

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Così è volata la mia ultima giornata, senza pensare che fosse l’ultima. Ho conosciuto tante persone in gamba, tanti ragazzi eccezionali. Come ho scritto nella mia ultima mail spero di aver strappato almeno un sorriso ad ognuno di loro. Se non ce l’ho fatta mi dispiace. Per il resto me ne vado sereno. Penso di aver lasciato un buon ricordo, lo stesso che mi porto di loro in questa mia nuova avventura in Lussemburgo.

 

 

 

 

 

One Reply to “Il mio ultimo giorno”

  1. Belle parole, sincere, emozionanti e di cuore. Si volta pagina, ma il passato è scritto e non si cancella

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