L’inizio della fine

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Quando siamo arrivati in Lussemburgo ero talmente emozionato dall’iniziare la mia nuova avventura di [xyz-ihs snippet=”Papone”] che non ho pensato a tutto quello che sarebbe successo domani. Non ci ho proprio pensato, punto. Ho vissuto per la prima volta alla giornata, affrontando giorno dopo giorno le sfide che mi si presentavano. Esattamente al contrario di come avrebbe fatto un ingegnere. Le ho affrontate da [xyz-ihs snippet=”Papone”] al primo figlio.

Purtroppo il tempo è volato. [xyz-ihs snippet=”Elisabetta”] ha abbandonato da mesi il biberon per esplorare le pappe dei grandi. Ha intrapreso la strada dell’asilo e giorno dopo giorno mi sono ritrovato disoccupato dal mio meraviglioso nuovo lavoro. Senza di lei, che riempiva le giornate ed i miei pensieri, ho dovuto riportare la mente alle solite preoccupazioni, alle vecchie abitudini, cercando di pianificare il nostro domani.

Siamo arrivati dunque all’inizio della fine: il tempo di abbandonare il mio vecchio ma amato lavoro. Un capitolo durato un quarto della mia vita e che oggi sta volgendo al termine. Ognuno ha il suo stile nell’affrontarlo. Dipende molto da come l’hai vissuto. Io penso di averlo vissuto appieno.

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Ho conosciuto persone che non voglio e non posso dimenticare. Ho scoperto ed imparato cose che probabilmente da solo non avrei mai potuto avvicinare. Ho realizzato piccoli sogni e soddisfazioni che mi rimarranno per sempre nel cuore. E per questo, come se non dovesse per forza finire lo lascio silenziosamente concludere, sperando che tutti credano che sia ancora parte di quella meravigliosa storia.

Credo sia normale essere preoccupati durante i cambiamenti. Non c’è frase più vera del detto: “Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quel che lascia, non sa quel che trova!”. Di sicuro ho la certezza di portare con me le cose più preziose che possiedo, [xyz-ihs snippet=”Elisabetta”] e [xyz-ihs snippet=”Mamma”]. Mi basta guardarle negli occhi per far svanire ogni dubbio e tentennamento. So che è la strada giusta per noi e quindi cerco di evitare che le paure prendano il sopravvento.

Mi ritornano in mente emozioni vissute tanti anni fa: il momento della mia partenza scout. Anche allora lasciavo alle spalle tante certezze per guidare da solo la mia canoa. Per questo vorrei concludere con una delle lettere più belle che ho mai letto, dedicandola a tutti quelli che come me stanno per dire addio a tante cose importanti: il testamento di Baden Powell.

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