Il mio amico Munchkin

Quando inizi ad usare intensivamente lo strumento BIBERON, ti accorgi che come la cazzuola del muratore, la motosega del boscaiolo o la falce del giardiniere deve essere accuratamente pulita dopo il suo utilizzo per non trovarti il giorno seguente con l’attrezzatura mal funzionante! In questo caso l’attrezzo funziona perfettamente, ma il lattante potrebbe poi funzionare male a causa di qualche germe e quindi farti passare dei brutti quarti d’ora (se non delle giornate di m).

Quindi il primo passo dell’inesperto o del taccagno è quello di prendere un pentolino e far bollire il tutto. Niente da obiettare fin qui … si può vivere con un pentolino di acqua che bolle perennemente. Se non che, ti trovi tra le scatole quei mille pezzi bagnati che dal pentolino devi far uscire e posizionare da qualche parte…. e dove li molli??? Ovviamente lì sullo straccio (sempre lo stesso) che tutto può essere tranne che sterile. Quindi: tutta la fatica nell’eliminare il nemico germe tu te ne scatafotti infilando gli oggetti sterilizzati nella culla della malattia: lo strofinaccio sporco

Per quesIMG_3216to e forse anche per la compassione verso la disorganizzazione paponesca, Nonna Chiara ci ha comprato il nostro nuovo amico: Munchkin (l’amico di Papone).

Io avevo sempre sentito questa parola pronunciata dal mio amico Alberto, quando proponeva insistentemente ad ogni serata un gioco a carte che durava ore e nessuno voleva fare. Quindi all’inizio Munchkin mi evocava un senso di malessere piuttosto che di aiuto.

Ma poi l’ho provato …. e mi sono innamorato! Dai calma gli voglio bene! Perché è di una semplicità disarmante ma potente perché funziona con tutte le dimensioni di biberon: alto, grasso, stretto brutto… Fondamentalmente Munchkin è un grosso bollitore dove non ci fai il tè ma disintegri ogni potenziale possibilità di cagozzo (se non peggio!).

IMG_3217IMG_3218Ormai come un rituale,  tutte le sere io e il mio amico Munchkin ci prepariamo per la nuova giornata lavorativa. Lui uccidendo i germi, io predisponendomi con gli attrezzi affilati per sedare ogni possibile grido di sua eccellenza la poppante Elisabetta.

Se proprio vogliamo trovargli un difetto beh Munchkin non ha tanti tasti come piacerebbe a me e sopratutto nessun display. E’ un po retrò nel suo genere …oserei dire un po analogico. Però mi ha risolto un gran bel problema! Manca ancora uno step per la perfezione: dovrei ricordarmi quando tolgo i componenti di lavarmi le mani o meglio ancora di usare la pinzetta in dotazione…. ma quando Elisabetta strilla, non si ha tutto questo tempo per pensare!!!!!

NOTA sul latte in polvere…

Mi ero chiesto forse in un vecchio POST se tutte le cose che si leggono sulle istruzioni del latte artificiale fossero vere oppure solo delle “leggende metropolitane” per aumentare il numero di pacchi venduti. Ed invece scaldare l’acqua a 70°, buttare il latte avanzato dopo scaldato e conservare non più di 15 giorni la busta aperta ha un suo perché. L’ho letto in questo articolo e ve lo condivido. Ed ora come direbbe lo Zio Simone faccio Baglioni, o più finemente alla Hitchcock: BUONA NOTTE!

3 Replies to “Il mio amico Munchkin”

  1. Oh un po’ di citazioni dello Zio Simo.
    Sto preparando i bagagli che con il nonno Ca (una nuova eccitante esperienza per lui).
    A prestoooooooooo

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